Mia nonna, quando voleva comunicarci qualcosa di inusitato, di fronte alla nostra incredulità affermava con slancio e convinzione assoluta “E’ scritto sul giornale!”. Quindi da bambino se qualcosa era scritto sui giornali per me era una certezza indubitabile. Altre verità incontestabili venivano poi dalla Radio. “L’hanno detto alla Radio!”. Basta così, se l’hanno detto alla Radio non può che essere vero.
Mia nonna però seguiva poco quello che succedeva in America. Non sapeva che nel 1938 proprio alla radio della CBS con la sua compagnia teatrale Orson Welles scatenò una psicosi collettiva interrompendo un concerto di musica leggera per comunicare l’arrivo sulla Terra di astronavi aliene. Il realismo della brusca interruzione e la bravura degli attori terrorizzarono decine di migliaia di ascoltatori convinti di essere vittime di una invasione extraterrestre. In realtà si trattava dell’adattamento radiofonico del romanzo “La guerra dei mondi”. Da quel momento però si insinuò nella testa della gente che forse non tutto quello che dicono alla Radio può essere vero.
Torniamo in Italia dove dopo l’EIAR fascista stava nascendo la televisione. Nel dopoguerra liberato, con la nascita della RAI, se l’avevano detto in televisione - quello scatolone magico, in alto nelle case e nei bar, con dentro Mike Bongiorno - non poteva che essere vero. L’ha detto la televisione! Basta, non c’è niente da aggiungere. Questo oracolo con valvole era posseduto in Italia, nei primi Anni ’50, solo da 25.000 persone circa su meno di 47 milioni di abitanti.
Nel 1950 in Italia c’erano circa 100 quotidiani che scrivevano “verità”. Sapete quanti ne abbiamo oggi? Sempre 100. Quasi tutti discutibili, però. Vediamo perché.
Non è cambiato il numero dei quotidiani ma in questi ottant’anni di cose ne sono successe, altro che la guerra dei mondi: dapprima reti e canali in mano ai partiti "democratici" e poi televisioni e radio “libere” , nuovi editori affaristi, dirette finte, candid camera finte, grandi fratelli finti, scherzi finti, internet “libero” e poi non più libero, app gratuite e poi non più gratuite, e ancora foto finte, video finti, post finti, follower finti, like finti. Con l’IA viviamo ormai nella alterazione e contraffazione più totale. Siamo rovinati? Forse. Fra un po’, come è successo con le app, anche l’IA sarà a pagamento. Ma non a 20 euro il mese piuttosto forse a 200 perché abbiamo un impiegato disponibile 24/7 che sa fare migliaia e migliaia di cose velocissimamente senza mai andare in sciopero e senza contributi da pagargli. Dove lo trovi a 200 euro al mese e magari anche a 500 un poliglotta così informato e efficiente e preparato su qualsiasi argomento?
Questo significa però - ci chiediamo - che non abbiamo più una fonte attendibile che possiamo indicare con convinzione assoluta? No, ce l’abbiamo! Almeno per il momento perché ancora in buona parte “liberi” ci sono i tanto vituperati, ridicolizzati, sminuiti Social.
Non parlo dei finti consulenti esperti fisioterapisti registi storici medici chef, non parlo degli opinionisti da bar o delle fanciulle ammiccanti, mi riferisco a certi video che riescono a passare le censure, a certe testimonianze che per qualche ora o giorno vengono postate prima di essere cancellate. Se tutto il mondo oggi sa con certezza che a Gaza c’è stato e continua a esserci un genocidio, che gli attivisti della Flotilla sono stati arrestati in acque internazionali, picchiati e umiliati, se nelle strade di tutti i paesi si riversano milioni e milioni di persone che chiedono pace e non riarmo, se molte coscienze si sono veramente risvegliate lo dobbiamo ai post dei social che i grandi media non riescono a nascondere. Tutto vero l’orrore o i successi che vediamo sui social? Sì, tutto vero. L’ha detto TikTok!