Basta!

“500 militari in più per difendere Milano”, dice quella nullità di Salvini. E’ una delle sue tante uscite idiote che puntano a raccogliere consensi fra i non pensanti. Così, con la repressione, crede di risolvere tutto. E italiani con la testa vuota, indignati per la vetrina di Vuitton in frantumi o i saccheggi di qualche negozio, concordano nel considerare tutta questa violenza inaccettabile, ignorando da che cosa abbia origine.

Un centinaio di deficienti, delinquenti, insieme a loschi infiltrati devasta un centro città mentre migliaia e migliaia di persone ordinatamente, pacificamente usano solo voce e cartelli per farti ascoltare. Non lanciano sassi, ma dicono parole che invece commuovono e cercano eco. Chiedono la possibilità di studiare in aule decorose, chiedono una casa, un lavoro, una paga sufficiente per arrivare a fine mese in modo dignitoso, soluzioni concordi per la crisi ambientale, chiedono a gran voce la fine di un genocidio, chiedono di non buttare via denaro nel riarmo perché non vogliono guerre, non imbracceranno mai un fucile. Cercano solo pace e rispetto.
Sono centinaia di migliaia, milioni di persone in tutta Europa, in tutto il mondo. Ma non lo chiedono dal 17 ottobre, lo chiedono da un anno, due, da non so quanto. Ho visto padri di famiglia piangere perché non riescono a dare da mangiare ai propri figli, artigiani, piccoli imprenditori, lavoratori disperati che supplicano soluzioni a mani giunte. Per non parlare dei distributori di benzina chiusi e degli scaffali dei supermercati vuoti.

Eppure, la risposta che questi pacifici, ammirevoli manifestanti hanno ottenuto finora da questo nostro governo disgustosamente fascista è solo repressione e divieti. 

Non si dovrebbe manifestare, non si dovrebbero sventolare bandiere, non si dovrebbe riunirsi per avanzare qualsiasi tipo di richiesta e sopra ogni cosa - attenzione -non si deve criticare mai in nessun modo Israele se no si va in prigione. 

Ora, si può mai accettare che questi politici spazzatura possano averla vinta?  

La Meloni ogni volta che va da qualche parte spende tra i quindici e i ventimila euro di vestiti.
I parlamentari godono di stipendi favolosi e di tutti i privilegi che si possano immaginare mentre, che ne so, gli autotrasportatori sono fermi in lacrime e nessuno ne parla. 

A parte le poche centinaia di teppistelli e delinquenti che hanno fatto il casino di questi due giorni, quello che ora dovrebbe preoccupare seriamente quel consiglio di coglioni che ci governa è il fatto che forse qualcuno - non delinquente, non teppista, non poliziotto in borghese -  impazzito dalla disperazione qualche sasso lo abbia anche lanciato. 

Forse questo mansueto popolo di manifestanti è arrivato a un punto di non ritorno. Non dobbiamo preoccuparci di Putin che non ci ha mai fatto e mai ci farà guerra. E non ci saranno guerre nucleari sennò dove va a giocare a golf quel criminale buffone di Trump? 

Dobbiamo continuare non a spaccare vetrine, si capisce, ma ad aumentare di numero, a stare sempre più uniti in modo che la nostra ribellione sia sempre più forte. 

I cartelli per strada che meglio di tutti gli altri esprimevano questa esasperazione riportavano una parola molto semplice: basta! Sì, basta, proprio basta.

Alessandro Ippolito
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