La deprimente lettura quotidiana di quello che accade nel mondo mi mette, fra altro, di fronte a una realtà sempre più orrenda. C’è un aumento spaventoso delle violenze che vengono commesse ai danni dei bambini. Dico: bambini, quei corpicini che gattonano o camminano da ubriachi, con quelle piccole mani, gli occhioni, la voce di paperino, che disegnano i genitori uniti. Questi piccolini, mentre giocano al parco con la mamma, arriva uno e tenta di strangolarli, oppure allo zoo un tizio ne prende uno di tre anni e lo butta in bocca ai coccodrilli, da un’altra parte c’è un papà che adotta un neonato e poi ne abusa sessualmente uccidendolo, e in una casa un papà ammazza tutti e sette i suoi bambini e anche un nipote. Poi leggo di una donna che vuole suicidarsi ma prima di farlo strangola la figlia di 13 anni, e poi c’è un uomo che abusa ripetutamente di un minore e per indebolire la sua resistenza lo mette a dieta, mentre sette minorenni vengono abusati da un professore di religione e un uomo di 30 anni mette incinta una bambina di 10. Preti, educatori, insegnanti, animatori genitori, nonni, zii e poi ci sono i malati, i disturbati che vengono arrestati per abusi sessuali.
Nel 2024, le Nazioni Unite hanno accertato più di 41.000 gravi violazioni ai danni dei bambini, il dato più alto che sia stato mai registrato. Uccisioni, mutilazioni, abusi, rapimenti, torture. Nel 2025 i casi di adescamento online di bambini e bambine sono aumentati del 15,7% rispetto al 2024. Nel mondo circa 473 milioni di minori vivono in zone di guerra: Sudan, Libano, Yemen, Congo. E poi ci sono le uccisioni dei bambini fatte alla luce del giorno. Secondo un serio e completo rapporto di una commissione di inchiesta dell’ONU a Gaza e in Cisgiordania ne vengono uccisi uno al giorno. Prendono la mira e gli sparano in fronte o al cuore. Un genocidio, dicono gli Israeliani, per essere tale deve stroncare le nuove generazioni.
Se questo è un uomo, continuiamo a domandarci.